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Olivetti M20

Olivetti M20: Il personal computer italiano per rispondere a tutte le domande, ovunque voi siate, recitava lo spot dell'epoca.
Nel 1972 Olivetti fondò negli Stati Uniti a Cupertino L'ATC (Advanced Technology Centre), un centro di ricerca specializzato in tecnologie e di disegno sistemi per l'automazione d'ufficio.
Nell'arco di dieci anni dal centro uscirono macchine da scrivere, calcolatrici, fotocopiatrici, etc...
Nel 1980 venne creato il primo computer Olivetti interamente progettato a Cupertino: L'Olivetti M20 che venne lanciato nel maggio 1983.
Una curiosità: L'M20 è la macchina con cui Olivetti fece il suo ingresso nel mondo dei personal computer.
Questo personal non ebbe il successo che avrebbe meritato: l'anno prima IBM aveva introdotto il suo pc, ed il fatto che M20 non fosse compatibile ne limitò fortemente la diffusione.

Si calcola che vennero venduti più di 50000 unità M20 durante il primo anno di produzione. Niente male per l'epoca.
Venne disegnato come personal computer dedicato agli affari e alla ricerca scientifica.
L'M20 era costruito interamente in Italia, nelle linee di Scarmagno (dove si costruiva anche il P6066). Anche la componentistica utilizzata era prevalentemente italiana, Olivetti costruiva infatti floppy drive, hard disk e stampanti. Su alcune macchine anche la CPU era italiana, era infatti prodotta dalla SGS-ATES su licenza Zilog

L'M20 fu uno dei rari computer basati sullo Zilog Z8000. un microprocessore a 16 bit cugino dello z80. Una scelta davvero particolare.
Questa scelta costruttiva poneva l'Olivetti temporaneamente all'avanguardia in un settore che l'aveva vista inventare il primo computer desktop della storia, la Programma 101. Nel 1982 l'M20 rappresentava quindi un sistema indubbiamente interessante e agguerrito.
Come molti computer progettati prima dell'era IBM e compatibili, l'M20 offriva scelte tecniche che lo rendevano incompatibile con tutto il resto.
L'Olivetti è sempre stata molto attenta al design delle sue macchine e l'M20 non fece eccezione e venne creato dalla matita di Ettore Sottsass.
La prima versione aveva doppio floppy da 5,25. Esisteva anche una versione M20HD dotata di hard disk da 11 mb.

Per l' M20 Olivetti progettò e scrisse un sistema operativo proprietario chiamato PCOS (Professional Computer Operating System) che era anch'esso molto particolare ed incompatibile con tutto il resto. Non permetteva ad esempio lo scambio di file con gli altri sistemi.
Una curiosità, il PCOS 1.0 non faceva uso delle directory e fino a 192 files potevano venir salvati in ogni volume.
E' giusto ricordare che anche la prima versione di MS-DOS aveva simili limiti.

Nel 1984, resosi evidente la difficoltà di sostenere un prodotto non compatibile con MS-DOS, Olivetti introduce una scheda di emulazione, la APB 1086 (Alternate Processor Board), equipaggiata di un Intel 8086 a 8MHz, che permette di utilizzare l'M20 con l'MS-DOS e il C/PM-86.

L'M20 usciva con un monitor a 12" monocromatico o a colori costruito appositamente. La versione internazionale aveva un case in plastica grigio chiaro. La versione italiana invece aveva un case grigio scuro (colore simile all'M24).
L'unità centrale era esteticamente piacevole e relativamente compatta (Larga 42 cm, profonda 52 e alta 15).

Caratteristiche tecniche:
CPU Zilog Z8001 4MHz
RAM 128k, espandibile a 500k
2 Floppy 5,25 o 1 Floppy 5,25 più Hard disk da 11 mb
Prezzo: a partire da 5400 $ (Versione 2 F.D.)

I prezzi in lire: La macchina base (con 1 floppy e monitor monocromatico) costava 4.700.000+IVA, la versione con 2 floppy disk e stampante raggiungeva i 6.850.000+IVA (dati del Maggio 1982).

Spot internazionale dell'M20, interessante vedere come in pratica nello spot facessero anche pubblicità ad apple, commodore ed IBM:
https://www.youtube.com/watch?v=DmLPbqVz95Y

Spot italiano dell'M20, stanze buie per gli USA, scrivania in mezzo alla neve per gli italiani:
https://www.youtube.com/watch?v=DRFbJQCWDLI

Olivetti M20 artillery command game:
https://www.youtube.com/watch?v=xotIGWC02MU